Gruppo Archeologico Ambrosiano

Visitare il passato in 3D


Lo sviluppo di nuove tecnologie e di progetti innovativi basati su di esse permette di ricostruire ambienti e oggetti del passato in modi che fino a pochi decenni fa sarebbero stati considerati fantascientifici. D’altra parte, queste ricostruzioni sarebbero o impossibili o pure fantasticherie, se generazioni di archeologi, storici, architetti, studiosi non avessero pazientemente disseppellito tanti tasselli del mosaico del nostro passato. Oggi è però possibile “mettere tutto insieme” e fornire tanto al ricercatore quanto al visitatore interessato e curioso la possibilità di camminare, almeno virtualmente, all’interno di mondi scomparsi.

In questa pagina presentiamo alcune progetti di ricostruzione virtuale di ambienti, edifici, oggetti. Molti altri arriveranno…

CONSULTABILI IN INTERNET

Con documentazione del processo elaborativo:

Museo Virtuale della Valle del Tevere Sito molto interessante perchè, in particolare per la Villa dei Volusi, mostra non solo il “prodotto finito” (la rapprentazione in 3D), ma anche i “semilavorati” (come la “nuvola di punti”); molto utile per illustrare i nuovi metodi di rappresentazione archeologica. Per accedere a questi contenuti, premere sull’icona con freccia e due cerchietti in basso.

Digital Karnak Rappresentazione vettoriale (non fotogrammetrica) ottenuta con strumenti elementari e liberamente utilizzabili messi a disposizione da Google Earth.

Senza documentazione del processo elaborativo:

3D Virtual Museum

ARIADNE Visual Media Service

Smithsonian Museum X 3D

British Museum

African Fossils

Museu d’Arqueologia de Catalunya

3D Petrie Museum

Building A-2, Group II, Holmul

Video basati su ricostruzioni 3D:

Il Palazzo reale di Cnosso

La Tomba dei Rilievi della necropoli etrusca di Cerveteri

L’ipogeo (oggi perduto) dei Tetina a Sigliano.

Ipotesi di ricostruzione del tempio B nell’area archeologica di Anxa (Angitia) presso Luco dei Marsi (AQ).

In fondo alla pagina, tre video sull’antica Babilonia

Scanning 3D nelle pitture rupestri della Serra da Capivara (Piauí-Brasile) sembrano dimostrare una prospettiva di profondità dello spazio nelle intenzioni degli autori delle pitture (dalla pagina Facebook di Davide Delfino)
Imawarì Yeuta – The house of the Gods in 3D (anche non è una documentazione archeologica ma speleologica, dà l’idea di come si può combinare la scannerizzazione laser, l’uso del drone e la ripresa video tradizionale)

NON CONSULTABILI IN INTERNET

MAV – Ercolano e Pompei

 

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